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		<title>La lotta dei giganti del Web sul diritto d&#8217;autore</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 16:12:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Google-Twitter-eBay: «Non si può limitare la libertà della Rete»
NEW YORK &#8211; È una lotta fra titani &#8211; Golia contro Golia l&#8217;ha già ribattezzata la blogosfera &#8211; dal cui esito dipende il futuro di Internet e di miliardi di suoi utenti. Oggetto della disputa: lo «Stop Online Piracy Act» (Sopa), la proposta di legge presentata alla [...]]]></description>
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</em></h2>
<p><a href="http://www.abindustria.it/wp-content/uploads/2012/01/images.jpeg"><img class="size-full wp-image-1087" title="Internet" src="http://www.abindustria.it/wp-content/uploads/2012/01/images.jpeg" alt="Google, Ebay, Facebook, Diritti d'autore," width="300" height="168" /></a></p>
<h2>Google-Twitter-eBay: <em>«Non si può limitare la libertà della Rete»</em></h2>
<p>NEW YORK &#8211; È una lotta fra titani &#8211; Golia contro Golia l&#8217;ha già ribattezzata la blogosfera &#8211; dal cui esito dipende il futuro di Internet e di miliardi di suoi utenti. Oggetto della disputa: lo «Stop Online Piracy Act» (Sopa), la proposta di legge presentata alla Camera dei rappresentanti Usa dal deputato repubblicano del Texas Lamar S. Smith (e da un gruppo di 12 sostenitori bipartisan) che autorizzerebbe Dipartimento di giustizia e titolari di copyright a procedere legalmente contro i siti pirata che in ogni angolo del pianeta violano il diritto d&#8217;autore.</p>
<p>Se dovesse essere approvata, la Sopa &#8211; supportata dall&#8217;omologa «Protect Ip Act» (Pipa) attualmente all&#8217;esame del Senato &#8211; trasformerebbe gli Stati Uniti in un onnipresente cyber poliziotto globale, alla stregua del «Grande fratello cinese» tanto inviso al popolo del Web. Tra le misure previste: il divieto imposto agli Internet provider, ai motori di ricerca come Google e ai fornitori di servizi di pagamento come PayPal e Visa, di fare affari con siti pirata come Pirate Bay; pena l&#8217;oscuramento.</p>
<p>Alla vigilia del dibattito da parte della Commissione giustizia della Camera, il prossimo 24 gennaio, la Sopa ha scatenato un braccio di ferro tra vecchi e nuovi media, tradizionalisti e innovatori, under 30 e over 50. A favore della legge si sono schierati Hollywood, l&#8217;industria discografica, la Camera di commercio e il potente sindacato Afl-Cio, oltre a editori come Macmillan Us e politici democratici come Mike McCurry, ex portavoce di Bill Clinton. Il partito contrario ha riunito invece i colossi del Web &#8211; in una gigantesca alleanza che ha coinvolto Google, Yahoo, Twitter, eBay, Facebook, Amazon&#8230; -, gli avvocati per la difesa delle libertà civili, l&#8217;ex speaker della Camera Nancy Pelosi e la guru dei liberal Arianna Huffington che, dal sito Netcoalition.com, invitano il popolo della Rete a «proteggere l&#8217;innovazione» e sono accusati dai primi di «tifare per i pirati».</p>
<p>«Questa è la stessa Hollywood che all&#8217;inizio si era opposta all&#8217;introduzione di cassette e dvd, poi rivelatisi estremamente lucrativi», ribatte il fronte contrario al Sopa, che assicura: l&#8217;attuale legge Digital Millennium Copyright Act del 1998 &#8211; che concede l&#8217;immunità ai siti Web che, dietro notifica, oscurano i contenuti illeciti &#8211; basta e avanza.</p>
<p>L&#8217;unica cosa su cui tutti concordano è che i «siti ladroni» &#8211; la maggior parte attivi fuori dai confini americani &#8211; sono un problema vero ed economicamente gravoso che, secondo la Motion Picture Association of America, costerebbe agli Stati Uniti oltre 58 miliardi di dollari all&#8217;anno. Ovvero 19 milioni di posti di lavoro, dalle ultime stime della Camera di commercio degli Stati Uniti.</p>
<p>A dar ragione al partito pro Sopa è ora un sondaggio della Columbia University, dove metà degli adulti e il 70 per cento dei giovani tra i 18 e i 29 anni rivela di aver copiato o scaricato musica e video abusivi. Un&#8217;emergenza reale, dunque, che però, a detta del grande costituzionalista Laurence H. Tribe, non giustifica il correttivo draconiano proposto dal Congresso. «La Sopa mette a repentaglio l&#8217;apertura e il libero scambio di informazioni alla base del Web &#8211; punta il dito Tribe in una cliccatissima lettera aperta diffusa online -, ed è illegale poiché viola il Primo emendamento della Costituzione americana». Lo stesso cui si è ispirata la Segretaria di Stato Hillary Clinton quando, nel 2010, si è scagliata contro «il nuovo Muro di Berlino» della censura cinese del Web, spiegando che l&#8217;America «si batte per una Rete unitaria, dove tutta l&#8217;umanità ha uguale accesso al sapere e alle idee».</p>
<p>Ad applaudire quel discorso, allora, c&#8217;era anche Chris Dodd, senatore democratico del Connecticut, che in qualità di presidente della Motion Picture Association of America &#8211; l&#8217;associazione degli studios cinematografici &#8211; oggi ha cambiato registro. «È la lobby hollywoodiana, da sempre intrallazzata con Washington, a spingere questa crociata», accusa David Carr sul «New York Times». Maplight, il sito che misura l&#8217;influenza dei soldi sulla politica, gli dà ragione: per difendere la loro causa, Hollywood ha messo sul piatto il quadruplo dei contributi investiti sul fronte avverso dai colossi della Silicon Valley.</p>
<p>Forti di amicizie decennali all&#8217;interno del Congresso, i «vecchi media» sono riusciti a bloccare gli emendamenti presentati per smussare gli effetti più devastanti di un decreto che, a detta dei suoi detrattori, rischia di paralizzare il Web, costringendo siti come Google e Amazon a monitorare ogni mossa dei loro utenti, trasformandoli di fatto in invadentissimi 007, al servizio del copyright.</p>
<p>La legge darebbe ai tribunali americani il potere di espellere i siti pirata dal «Domain name system», una sorta di elenco telefonico di Internet, obbligando i provider americani a censurarli. Ma poiché il carattere della Rete è globale, gli utenti potrebbero continuare ad accedere ai siti della «lista nera» attraverso «Dns» stranieri. E questo doppio binario, secondo gli esperti, metterebbe a repentaglio non solo l&#8217;omogeneità ma anche la sicurezza della Rete.</p>
<p>La corsa contro il tempo dei sostenitori dello Stop Online Piracy Act è accelerata da quando la «base» del Web è passata al contrattacco. Oltre centomila utenti della piattaforma online Tumblr hanno telefonato ai loro rappresentanti nel Congresso americano, mentre più di un milione di cittadini hanno firmato la petizione online contro la legge, rilanciata anche dal sito Netcoalition.com. «Anche se non abbiamo le stesse connessioni politiche dei nostri nemici &#8211; teorizza un post pubblicato su CNet rilanciato da innumerevoli siti -, attraverso la Rete siamo in grado di mobilitare miliardi di persone». Il connotato cultural-generazionale della faida è innegabile. «È uno scisma che contrappone gente cresciuta col Web a gente che ancora non lo usa &#8211; spiega Yancey Strickler, fondatore del sito Kickstarter, che sponsorizza progetti creativi online &#8211; Washington non capisce che la Rete ha completamente riconfigurato la società, al di là delle divisioni di classe, istruzione e razza. È come se per loro Internet non sia mai esistito».</p>
<p>Durante il dibattito congressuale dello scorso ottobre, quando un deputato si è vantato della propria «cyber ignoranza», il Web è insorto. «Caro Congresso &#8211; ha tuonato l&#8217;esperto di computer culture Josha Kopstein dal suo blog &#8211; oggi non è più accettabile ignorare il funzionamento di Internet».</p>
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		<title>Italia, Fitch:significativa possibilità downgrade dopo revisione</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 15:35:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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LONDRA (Reuters) &#8211; C&#8217;è una significativa probabilità che il rating sovrano italiano venga tagliato da Fitch, una volta che sarà terminato il processo di revisione condotto dall&#8217;agenzia sui sei paesi della zona euro messi in credit watch negativo.
Lo ha dichiarato il responsabile dei rating sovrani di Fitch David Riley.
&#8220;Una cosa che potrebbe aiutare l&#8217;Italia, che è [...]]]></description>
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<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.abindustria.it/wp-content/uploads/2012/01/fitch-ratings.jpg"><img class="size-full wp-image-1085" title="Italia, Fitch:significativa possibilità downgrade dopo revisione" src="http://www.abindustria.it/wp-content/uploads/2012/01/fitch-ratings.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></dt>
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<p>LONDRA (Reuters) &#8211; C&#8217;è una significativa probabilità che il rating sovrano italiano venga tagliato da Fitch, una volta che sarà terminato il processo di revisione condotto dall&#8217;agenzia sui sei paesi della zona euro messi in credit watch negativo.</p>
<p>Lo ha dichiarato il responsabile dei rating sovrani di Fitch David Riley.</p>
<p>&#8220;Una cosa che potrebbe aiutare l&#8217;Italia, che è al di fuori del suo immediato controllo, è rimuovere il premio creato dalla crisi di liquidità&#8230; il che fondamentalmente significa che c&#8217;è bisogno di un &#8216;firewall&#8217;&#8221;, ha affermato Riley durante una conferenza.</p>
<p>&#8220;Al momento questo non c&#8217;è e ciò rappresenta un serio elemento di preoccupazione riguardo l&#8217;Italia. È una delle ragioni per cui abbiamo messo l&#8217;Italia sotto osservazione, e una delle ragioni per cui quando concluderemo l&#8217;analisi, ci sarà una significativa probabilità che il rating scenda&#8221; ha aggiunto.</p>
<p>Fitch ha attualmente un rating A+ sull&#8217;Italia.</p>
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		<title>Four hot spots to watch in 2012</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 15:26:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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At the start of 2012, here are the four countries we all need to watch closely: Italy, Iran, Pakistan and North Korea.
Let me explain:
Italy: Linchpin of the euro
The most important country to watch in 2012 is Italy. Italy needs to successfully institute reforms that give the markets confidence. It needs to do more than just [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abindustria.it/wp-content/uploads/2012/01/italy.flag_.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1083" title=" Iran • Italy • North Korea • Pakistan" src="http://www.abindustria.it/wp-content/uploads/2012/01/italy.flag_-300x168.jpg" alt="Iran • Italy • North Korea • Pakistan" width="300" height="168" /></a></p>
<p>At the start of 2012, here are the four countries we all need to watch closely: Italy, Iran, Pakistan and North Korea.</p>
<p>Let me explain:</p>
<p><strong>Italy: Linchpin of the euro</strong></p>
<p>The most important country to watch in 2012 is Italy. Italy needs to successfully institute reforms that give the markets confidence. It needs to do more than just deal with its budget deficit and debt &#8211; it needs to reignite growth. For the past ten years, the Italian economy has not grown at all.</p>
<p>If Italy manages to stimulate economic growth, it will send a very positive signal to the markets. Italy’s new Prime Minister Mario Monti is bravely and boldly advocating longer work hours and the reform of archaic laws that have made Italian businesses unproductive and uncompetitive.</p>
<p>If Monti succeeds, it will vindicate Germany’s strategy, which has been not to bail out the eurozone countries, but to instead pressure them to reform. Germany knows that the only solution to the crisis of Europe’s Southern economies is for them to become more competitive.</p>
<p>If that starts to happen, two things follow: First, the markets will place less pressure on these Southern European countries because it will be clear that their reforms are working. Second, the Germans will become increasingly willing to accept what would be, in effect, a secret bailout. Germany will not back Eurobonds, which are a public bailout, but it would be willing to let the European Central Bank and the Bundesbank quietly ease a lot of the pressure on the Southern European economies.</p>
<p>Italy’s success is of paramount importance because it has the potential to stave off &#8211; or even alleviate &#8211; the eurozone crisis. On the flipside, if Italy fails, it is equally significant because the markets will likely start substantially raising Italian interest rates.</p>
<p>Of the Southern economies, Italy’s actions will have the greatest impact on the rest of Europe. Italy has to refinance $500 billion euros worth of debt in the next 18 months. Even the Germans don’t have the checkbook to bail them out. So if the markets lose confidence in Italy, it’s difficult to see how the euro can survive in its current form.</p>
<p>Keep your eye on Italy because this whole game is going to be played in Rome over the next year.</p>
<p><strong>Iran: Acting out of weakness</strong></p>
<p>The next country to keep your eye on is Iran. There’s a tendency when we look at Iran to say, “This country is so powerful; it’s so strong; it’s on the march.” But actually what’s happening in Iran is the exact opposite: Iran is acting out, because it feels weak.</p>
<p>Internationally-imposed sanctions have hit Iran’s economy quite hard, effectively forcing the government to cut subsidies and make reforms that are very unpopular at home. The Iranian regime is clearly straining under enormous external pressure, which has led to deep divisions within their political establishment.</p>
<p>President Mahmoud Ahmadinejad used to be the favorite candidate of Supreme Leader Ali Khamenei. Now the supreme leader has put forward the idea of dispensing with the presidency entirely. The ruling elite is in flux. In addition to the president and the supreme leader, you have the old guard of people like former President Akbar Rafsanjani and reformers like former President Mohammad Khatami and presidential candidate Mir-Hossein Moussavi. It’s within this context that you have decisions being made both about the nuclear program and about dealing with Western sanctions.</p>
<p>Iran’s behavior reflects these internal divisions. First, Iran said it was going to block the Straits of Hormuz and that it would be “as easy as drinking a glass of water.” Then that was disavowed almost a day and a half later. Iran later made suspicious claims about its nuclear program. And Iran began testing missiles that are not, in fact, particularly threatening. These actions collectively convey an impression of weakness and internal division.</p>
<p>Meanwhile, Iran’s big international play, which has been the propping up of Syria, is going very, very badly. The Syrian government seems to be running out of money and support. Syria will probably bleed slowly rather than suddenly collapse, but none of it looks very good for the regime in Damascus.</p>
<p>Now one shouldn’t take too much comfort in Iran’s weakness because countries that are weak can cause as many problems as countries that are strong. The continued pressures building on Iran indeed seem pretty dangerous.</p>
<p><strong>Pakistan: An uncivil government?</strong></p>
<p>Country No. 3 to look at is Pakistan, which remains more unstable than people realize. You have a civilian government that is now operating in name only. The president is often not even in Pakistan anymore. He’s often in Dubai where he can immediately receive medical treatment. He also, conveniently, happens to have a house there, just in case something were to happen in civil-military relations in Pakistan. In other words, if there were some kind of a soft coup by the military (there will not be any kind of formal coup), he’s going to be spending a lot more time in Dubai than in Islamabad.</p>
<p>In addition, you have a breakdown in the relationship between the United States and Pakistan. The Pakistanis are basically moving to a post-American strategy in Afghanistan, asking themselves how to retain influence once the United States goes. Pakistan’s path to influence in Afghanistan is the Taliban. So all of that means that there is a possible confrontation with the United States; there is a possible confrontation with India; there is a possible confrontation with Afghanistan. And all this is happening while the Pakistani economy is in freefall.</p>
<p><strong>North Korea: The black box</strong></p>
<p>North Korea is the fourth country to watch, only because the truth of the matter is that none of us knows what is going on there. Nobody really understands the regime. Nevertheless, you’ve got to assume that this is very complicated transition. You have a completely untried, untested guy who is clearly the face of the regime (he is the non-threatening figure everybody else can rally around). That will work for a while. But the question is whether or not there are internal rivalries that might break out in the future.</p>
<p>The possible eruption of internal rivalries is one of those events that may have a low probability of happening, but if it does indeed take place, it will have a very high impact. If there were an unwinding of the North Korean regime, it would have huge repercussions for South Korea, China and the U.S. If there were a kind of collapse and sudden integration with the South, it would put tremendous pressure on the South Korean economy and would bring the United States and China into direct military confrontation, because at that point you’d have 40,000 U.S. troops on China’s border.</p>
<p>North Korea is one hot spot where you can’t do much, and you really just have to hope for the best.</p>
<p>These are my top four hot spots of 2012.</p>
<p>What’s on your radar and why?</p>
<p>-CNN-<a href="http://www.abindustria.it/wp-content/uploads/2012/01/italy.flag_.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1083" title=" Iran • Italy • North Korea • Pakistan" src="http://www.abindustria.it/wp-content/uploads/2012/01/italy.flag_-300x168.jpg" alt=" Iran • Italy • North Korea • Pakistan" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>Europa, le nuove regole. Ecco come cambierà.</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 14:53:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Deficit sotto controllo con programmi di rientro che devono portare al pareggio di bilancio. Riduzione a tappe forzate del debito pubblico. Regole comuni per gli Stati dell&#8217;Eurozona, poste sotto la sorveglianza della Commissione e della Corte di Giustizia. Ma, almeno per ora, niente Eurobond. Queste le munizioni anti-crisi in arrivo con il trattato «sull&#8217;Unione economica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abindustria.it/wp-content/uploads/2012/01/12-euro.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1080" title="Europa, cambiamenti, nuovi trattati" src="http://www.abindustria.it/wp-content/uploads/2012/01/12-euro-150x150.jpg" alt="Euro" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Deficit sotto controllo con programmi di rientro che devono portare al pareggio di bilancio. Riduzione a tappe forzate del debito pubblico. Regole comuni per gli Stati dell&#8217;Eurozona, poste sotto la sorveglianza della Commissione e della Corte di Giustizia. Ma, almeno per ora, niente Eurobond. Queste le munizioni anti-crisi in arrivo con il trattato «sull&#8217;Unione economica rafforzata». Si tratta ancora di una bozza, che giovedì subirà le revisioni degli sherpa e che entro gennaio dovrà raggiungere l&#8217;assetto definitivo, per essere firmata a marzo, come sottolineato ieri dal presidente della Ue Herman Von Rompuy. Eccone i contenuti.</p>
<p><strong>Il deficit</strong></p>
<p><strong> </strong> Il testo impone agli Stati il pareggio di bilancio (o il surplus per i più bravi). Sono consentiti deficit temporanei solo in presenza di un ciclo economico negativo, di circostanze eccezionali o in periodi di grave crisi. Queste attenuanti, però, non devono portare a deficit tali da compromettere la sostenibilità dei conti di medio periodo. La regola ricalca il vincolo al pareggio di bilancio inserito in Costituzione per prima dalla Germania già da tempo. Il trattato chiede a tutti di recepirla negli ordinamenti nazionali in disposizioni di rango costituzionale. La norma andrà accompagnata da un meccanismo automatico di correzione dei conti che scatti in caso di forti deviazioni dagli obiettivi di deficit. Per i Paesi che incapperanno in una procedura per disavanzo eccessivo, il trattato prevede il varo di un programma di risanamento che deve comprendere riforme strutturali. Questo programma andrà sottoposto all&#8217;esame della Commissione e al Consiglio Ue, che ne monitoreranno l&#8217;attuazione.</p>
<p><strong>Il debito</strong></p>
<p>Anche il debito pubblico dovrà essere riportato sotto controllo. Gli Stati che superano il 60% del Pil dovranno ridurlo di un ventesimo l&#8217;anno. Per l&#8217;Italia, che svetta al 120% del Pil, significherebbe abbassarlo di circa 40 miliardi l&#8217;anno. Una sfida proibitiva. Ecco perché Roma sta tentando di inserire deroghe, per mitigare il percorso di rientro in presenza dei fattori rilevanti, come un basso indebitamento privato o il ciclo economico. Per ora è riuscita a ottenere solo una formulazione ambigua, che lascerebbe alla Commissione europea decidere caso per caso se concedere la deroga o meno.</p>
<p><strong>Sanzioni e controlli</strong></p>
<p>La Commissione può varare sanzioni e raccomandazioni nei confronti degli Stati dell&#8217;euro che non rispettano gli impegni di deficit e debito. Gli Stati in violazione dovranno accettare queste decisioni a meno che a queste non si opponga una maggioranza qualificata degli altri partner. Ogni Stato contraente (come pure la Commissione) potrà chiedere ai Paesi che non rispettano le regole sul fiscal compact di risponderne davanti alla Corte di Giustizia Ue. Le decisioni della Corte saranno vincolanti.</p>
<p><strong>Emissioni obbligazionarie</strong></p>
<p>Nella bozza di trattato c&#8217;è appena uno spiraglio sugli Eurobond. Il testo dice che i Paesi contraenti dovranno coordinare le loro emissioni di debito pubblico, comunicandole in anticipo a Commissione e Consiglio Ue. Una formulazione distante dai titoli di debito comuni, che per ora sembrano accantonati.</p>
<p><strong>Convergenza e crescita </strong></p>
<p>La bozza di trattato delinea i principi cardine del rafforzamento della convergenza economica e fiscale nell&#8217;Eurozona e nell&#8217;Unione europea. Principi molto generali, che si limitano, per ora, a impegnare gli Stati contraenti a lavorare insieme verso una politica economica in grado di promuovere il corretto funzionamento dell&#8217;Unione economica e monetaria e la crescita economica. In questo conteso, «particolare attenzione», si legge nella bozza, andrà rivolta a rimuovere quelle circostanze che possono minacciare stabilità, competitività, crescita e creazione di posti di lavoro. Il riferimento alla convergenza delle politiche di fiscali è ancora più vago. Gli Stati dell&#8217;euro potranno prendere misure specifiche per rafforzare la cooperazione in materie essenziali per il funzionamento dell&#8217;Unione monetaria, senza però compromettere il mercato interno. Le principali riforme di politica economica che i singoli Stati vorranno adottare dovranno prima essere discusse e coordinate livello comunitario.</p>
<p><strong>A chi si applica</strong></p>
<p><strong></strong> Il trattato vincolerà i 26 Stati dell&#8217;Unione che hanno deciso di aderirvi, quindi tutti tranne la Gran Bretagna. Però, la bozza stabilisce che entro 5 anni dall&#8217;entrata in vigore, la sostanza dell&#8217;accordo dovrà essere assorbita nel quadro legale della Ue.</p>
<p>- Il Sole 24 Ore -</p>
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		<title>Ecco quanto guadagnano i paperoni del pallone</title>
		<link>http://www.abindustria.it/news/ecco-quanto-guadagnano-i-paperoni-del-pallone.html</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Mar 2011 14:17:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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France Football stila la classifica dei calciatori più ricchi. I primi tre insieme incassano 79,2 milioni di euro. Tra gli allenatori è Mourinho la star
Messi, Rooney e Cristiano Ronaldo. Tra i migliori calciatori al mondo, sicuramente sono i più pagati. A stabilirlo è France Football, la ‘bibbia’ del calcio d’oltralpe. I tre rappresentano, infatti, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abindustria.it/wp-content/uploads/2011/03/Messi.jpg"><img src="http://www.abindustria.it/wp-content/uploads/2011/03/Messi.jpg" alt="" title="Messi" width="322" height="331" class="alignnone size-full wp-image-1037" /></a></p>
<p>France Football stila la classifica dei calciatori più ricchi. <strong>I primi tre insieme incassano 79,2 milioni di euro</strong>. Tra gli allenatori è Mourinho la star<br />
<strong>Messi, Rooney e Cristiano Ronaldo.</strong> Tra i migliori calciatori al mondo, sicuramente sono i più pagati. A stabilirlo è France Football, la ‘bibbia’ del calcio d’oltralpe. I tre rappresentano, infatti, il terzetto di testa della classifica che mette in fila i giocatori più ricchi del calcio internazionale. Messi, Rooney e Ronaldo insieme raccolgono 78,2 milioni di euro. Una bella cifra che però, causa crisi economica internazionale, risulta in flessione rispetto all’anno scorso, quando i tre hanno totalizzato ricavi per 93,4 milioni di euro (record assoluto). La ‘pulce’ argentina del Barcellona quest’anno dovrebbe incassare 31 milioni di euro, l’asso portoghese del Real Madrid 27,5 milioni, mentre il talento inglese, in forza al Manchester United, si dovrà accontentare di 20,7 milioni. L’esperienza paga? Si, forse in campo, dal punto di vista degli ingaggi paga molto di più il talento. Il terzetto dei paperoni è, infatti, interamente composto da giocatori di meno di 27 anni, anzi, con un’età media di 25,1 anni.<br />
France Football si è occupata anche degli allenatori. In testa alla classifica dei tecnici più ricchi c’è lui, lo SpecialOne, <strong>Josè Mourinho che porta a casa 13,5 milioni di euro.</strong> Il condottiero del Real Madrid precede <strong>il collega del Barcellona, Pep Guardiola (10,5) </strong>e un altro ex allenatore <strong>dell’Inter, Rafael Benitez (10,2)</strong>. Al quarto posto l’italiano Fabio Capello (8,5 milioni), allenatore della nazionale inglese.</p>
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		<title>Il biglietto dei mezzi si fa con lo smartphone</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Mar 2011 14:14:02 +0000</pubDate>
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Accordo tra Telecom e Atm, l’aziende di trasporti milanese, per la sperimentazione di un servizio che, tramite il telefonino Samsung Gt permetterà di sostituire l’abbonamento e il biglietto cartaceo
Con il telefonino si fa quasi tutto, presto anche il biglietto di tram e metropolitana. Presentato il nuovo servizio Mobile Pass che permette ai viaggiatori di acquistare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abindustria.it/wp-content/uploads/2011/03/Tram.jpg"><img src="http://www.abindustria.it/wp-content/uploads/2011/03/Tram.jpg" alt="" title="Tram" width="400" height="236" class="alignnone size-full wp-image-1035" /></a></p>
<p>Accordo tra Telecom e Atm, l’aziende di trasporti milanese, per la sperimentazione di un servizio che, tramite il telefonino Samsung Gt permetterà di sostituire l’abbonamento e il biglietto cartaceo<br />
Con il telefonino si fa quasi tutto, presto anche il biglietto di tram e metropolitana. Presentato il nuovo servizio Mobile Pass che permette ai viaggiatori di acquistare abbonamenti e biglietti dei mezzi pubblici attraverso uno smartphone. L’iniziativa è stata presentata da da Telecom e Atm, l’azienda di trasporti milanese, alla presenza dei due amministratori delegati Franco Bernabè ed Elio Catania. La sperimentazione partirà il prossimo 11 aprile e durerà sei mesi. L’innovativo servizio &#8211; prima iniziativa italiana di mobile ticketing su larga scala &#8211; si basa su un’applicazione software configurata da Telecom Italia sulla Sim Card del telefonino Samsung GT – S5230N Edge Quad Band fornito gratuitamente da Atm per la sperimentazione. Attraverso l’applicazione gli utenti accedono a un menu che consente, in tempo reale, la navigazione su un sito Atm dedicato all’acquisto dell’abbonamento per il mese corrente o successivo, nonché la verifica della disponibilità del titolo di viaggio e della data di scadenza del proprio abbonamento. Poi Sarà sufficiente avvicinare il telefonino ai tornelli o alle convalidatrici automatiche di tutti i mezzi pubblici milanesi per avere diritto al viaggio.<br />
L&#8217;idea è quella di avviare in forma definitiva il servizio al termine dei sei mesi, anche alla luce dell&#8217;esperienza diretta dei clienti e dei loro suggerimenti. “Con Atm si muovono quasi 680 milioni di persone all&#8217;anno, le persone che hanno in tasca la tessera a Milano sono un milione e 200mila &#8211; ha commentato Catania &#8211; l&#8217;obiettivo è che tutti siano in possesso di un telefonino intelligente di questo tipo”. Per potere candidarsi alla sperimentazione è necessario essere abbonati ad Atm, avere un’utenza Ttm e un account Paypal e attivare la richiesta sul sito dedicato www.mobilepass.it. Si potrà trasferire gratuitamente il proprio numero telefonico sulla nuova sim oppure attivare una carta prepagata sul nuovo numero. Nell’intenzioni di Bernabè l’estensione del servizio a livello nazionale anche in base alla disponibilità di altri operatori.</p>
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		<title>iPad 2 listino prezzi e data d&#8217;uscita in Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Mar 2011 14:09:15 +0000</pubDate>
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Una nota della Apple ha confermato le indiscrezioni sulla tanto attesa data. Il 25 marzo la nuova tavoletta si potrà acquistare anche nel nostro paese. Tutti i prezzi e i modelli disponibili
Mancava solo l’ufficialità, e adesso è arrivata. L’Ipad 2 arriva in Italia. Dal prossimo venerdì 25 marzo la tavoletta sarà finalmente in vendita nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abindustria.it/wp-content/uploads/2011/03/iPad2.jpg"><img src="http://www.abindustria.it/wp-content/uploads/2011/03/iPad2.jpg" alt="" title="iPad2" width="507" height="287" class="alignnone size-full wp-image-1033" /></a></p>
<p>Una nota della Apple ha confermato le indiscrezioni sulla tanto attesa data. Il 25 marzo la nuova tavoletta si potrà acquistare anche nel nostro paese. Tutti i prezzi e i modelli disponibili<br />
Mancava solo l’ufficialità, e adesso è arrivata. L’Ipad 2 arriva in Italia. Dal prossimo venerdì 25 marzo la tavoletta sarà finalmente in vendita nel nostro paese così come in altri 24 paesi del mondo. L’iPad 2 sarà disponibile presso i retail store Apple e presso rivenditori autorizzati e online attraverso l’Apple Store. La conferma nella nota che l’azienda di Cupertino ha appena diramato. «Mentre la concorrenza sta ancora cercando di raggiungere il nostro primo iPad, abbiamo nuovamente cambiato le regole del gioco con iPad 2 &#8211; ha detto Steve Jobs -. Stiamo riscontrando un’incredibile domanda di iPad 2 negli Stati Uniti, e i clienti in tutto il mondo ci dicono di non vedere l’ora di averlo fra le mani. Apprezziamo la pazienza di tutti e stiamo lavorando duro per produrre abbastanza iPad per tutti».<br />
Apple oggi ha anche annunciato che tutti i modelli di iPad 2 saranno disponibili a Hong Kong, in Corea, Singapore e in altre nazioni in Aprile.</p>
<p>I prezzi e i modelli disponibili</p>
<p><strong>iPad 2 con Wi-Fi</strong><br />
€479,00 IVA e tasse incluse per il modello 16GB<br />
€579,00 IVA e tasse incluse per il modello 32GB<br />
€679,00 IVA e tasse incluse per il modello 64GB</p>
<p><strong>iPad 2 con Wi-Fi + 3G</strong><br />
€599,00 IVA e tasse incluse per il modello 16GB<br />
€699,00 IVA e tasse incluse per il modello 32GB<br />
€799,00 IVA e tasse incluse per il modello 64GB</p>
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		<title>Londra, HMRC sancisce la lotta all&#8217;evasione</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 17:11:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
L&#8217;Hmrc, ossia l&#8217;agenzia delle entrate del Regno Unito ha annunciato nuove sanzioni per il mancato rispetto della legge sull&#8217;evasione tributaria offshore. Le ultime disposizioni, che entreranno in vigore il mese prossimo, prevedono tre diversi livelli sanzionatori a seconda della trasparenza fiscale dei paesi in cui i redditi vengono realizzati: Più difficile sarà l&#8217;ottenimento delle informazioni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abindustria.it/wp-content/uploads/2011/03/londra.jpg"><img src="http://www.abindustria.it/wp-content/uploads/2011/03/londra.jpg" alt="" title="londra" width="550" height="411" class="alignnone size-full wp-image-1031" /></a></p>
<p>L&#8217;Hmrc, ossia l&#8217;agenzia delle entrate del Regno Unito ha annunciato nuove sanzioni per il mancato rispetto della legge sull&#8217;evasione tributaria offshore. Le ultime disposizioni, che entreranno in vigore il mese prossimo, prevedono tre diversi livelli sanzionatori a seconda della trasparenza fiscale dei paesi in cui i redditi vengono realizzati: Più difficile sarà l&#8217;ottenimento delle informazioni, tanto più alto risulterà il peso delle sanzioni. Spetta ora al tesoro individuare la lista dei territori da inserire all&#8217;interno delle tre categorie.</p>
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		<title>2010 da record per la fibra ottica in Europa</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 16:58:26 +0000</pubDate>
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La seconda metà del 2010 ha rappresentato un momento di forte crescita per le reti in fibra ottica in Europa, sia in termini di edifici cablati, sia in termini di abbonati.
Stando ai dati presentati in occasione della FTTH Conference tenutasi a Milano, oggi sono quasi 3,9 milioni gli abbonati raggiunti dalla connessione in fibra ottica, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abindustria.it/wp-content/uploads/2011/03/wi-fi.jpg"><img src="http://www.abindustria.it/wp-content/uploads/2011/03/wi-fi.jpg" alt="" title="wi fi" width="270" height="187" class="alignnone size-full wp-image-1029" /></a></p>
<p>La seconda metà del 2010 ha rappresentato un momento di forte crescita per le reti in fibra ottica in Europa, sia in termini di edifici cablati, sia in termini di abbonati.<br />
Stando ai dati presentati in occasione della FTTH Conference tenutasi a Milano, oggi sono quasi 3,9 milioni gli abbonati raggiunti dalla connessione in fibra ottica, 8,1 milioni se si conta anche la Russia, con una crescita del 18% in soli sei mesi.<br />
Tra i paesi a più alta penetrazione la Lituania, seguita da Svezia, Norvegia, Slovenia e Slovacchia.<br />
Solo diciassettesima l&#8217;Italia.<br />
New entry nella classifica la Turchia, al diciottesimo posto, che dimostra di essere uno dei mercati più dinamici.</p>
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		<title>I siti preferiti dagli italiani</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 16:42:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una ricerca Netobserver svela i siti preferiti dagli internauti italiani.
Le categorie censite sono sei: 
- Siti di vendita di prodotti culturali e multimediali
- Vendita di capi di abbigliamento,calzature e accessori
- Viaggi e turismo
- Informatica e high tech
- Giochi on line
- Femminili
I primi posti per ciascuna categoria:
- Mediaworld (18,4%)
- Privalia.com (8,9%)
- Expedia.it (12%)
- Apple.com (14,9%)
- Flashgames.it [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una ricerca Netobserver svela i siti preferiti dagli internauti italiani.<br />
Le categorie censite sono sei: </p>
<p><strong>- Siti di vendita di prodotti culturali e multimediali<br />
- Vendita di capi di abbigliamento,calzature e accessori<br />
- Viaggi e turismo<br />
- Informatica e high tech<br />
- Giochi on line<br />
- Femminili</strong></p>
<p>I primi posti per ciascuna categoria:</p>
<p><strong>- Mediaworld (18,4%)<br />
- Privalia.com (8,9%)<br />
- Expedia.it (12%)<br />
- Apple.com (14,9%)<br />
- Flashgames.it (17,8%)<br />
- Al femminile (24,1%)</strong></p>
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